Compostaggio domestico

Il compostaggio domestico consente di gestire in casa propria la frazione organica presente nei rifiuti domestici. Per frazione organica si intende ciò che comunemente viene chiamato “umido” di origine prevalentemente alimentare.

Buca nel terreno o compostiera? Per creare il compost a casa propria è sufficiente disporre di un pezzo di giardino preferibilmente soleggiato, dove accumulare gli scarti alimentari della cucina e lo sfalcio dell’orto e dello stesso giardino.
Si può usare anche una compostiera, un contenitore apposito che favorisce l’ossigenazione e conserva il calore durante l’inverno. In commercio sono disponibili vari tipi di compostiere ma è anche possibile costruirle in casa con materiali di recupero. Se vuoi sapere come dai un’occhiata a al video Come fare il compost: compostiera fai da te.
Se non avete tempo per costruirvi una compostiera o non avete particolari abilità manuali non preoccupatevi, è possibile farne a meno e gestire tutto il processo in un cumulo o in una buca nel terreno. Semplicemente i risultati saranno più lenti e di minore qualità.

Compostaggio in bucaIn pratica, per fare compostaggio in buca, ne abbiamo bisogno almeno di due: una in uso, e l’altra a riposo, con una rotazione di circa sei mesi ciascuna. Quando la prima è piena, la si mette a riposo, si svuota la seconda e la si fa diventare quella attiva. Una buca di 50 x 50 cm, profonda 40 cm al ritmo di un secchio da dieci litri alla settimana di scarti di cucina, più lo sfalcio di un piccolo prato può bastare per sei mesi.

Come abbiamo visto nel precedente articolo Biodegradabile e compostabile: differenze, dal momento che il processo di decomposizione è inverso alla fotosintesi dove si produce ossigeno dall’anidride carbonica, il processo di decomposizione è favorito dall’ossigenazione. Pertanto è necessario un periodico rivoltamento del materiale per mantenere un sufficiente livello di porosità. Per vivere e riprodursi, i microorganismi hanno bisogno anche di una temperatura favorevole, per cui la compostiera, o la buca, devono essere chiuse e sufficientemente isolati dall’ambiente esterno. Il rivoltamento, la pioggia e il freddo abbattono la temperatura del materiale e quindi rallentano il processo. In questo senso la buca funziona meglio del cumulo, in quanto è isolata su cinque lati (oltre ad avere un più discreto impatto visivo).

Benché sia possibile introdurre scarti di carne e pesce, l’eccesso è sconsigliato dato che le proteine animali in decomposizione rilasciano un odore sgradevole e possono attirare ratti o altri animali indesiderati. Gli scarti di cucina possono essere raccolti nelle buste biodegradabili di mais (Mater-Bi). Io consiglio però di gettarli direttamente dal mastello domestico nel terreno perché tali materiali sono più resistenti perché idonei a essere compostati industrialmente (leggi l’approfondimento)

Il materiale ottenuto in 3/4 mesi di compostaggio (più tempo in inverno, meno in estate) può essere usato come fertilizzante per l’orto o il giardino, infatti il terriccio reperibile in commercio è prodotto con un compostaggio industriale, con rivoltamento meccanico, ma i procedimenti e i risultati sono equivalenti.

Nel caso si utilizzino compostiere in cui gli scarti non sono a contatto con la terra (ad esempio in terrazzi), bisogna controllare che il compost non sia troppo secco (altrimenti non si attiva il processo di compostaggio), né troppo bagnato (potrebbe emanare cattivi odori per effetto di reazioni di decomposizione anaerobica).

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